LA TESTIMONE – 27* PUNTATA

La serata continuò normalmente e non vidi più la ragazza in rosso. Che fosse stata una visione? Non credo. Faticai tantissimo a fingere che tutto andasse bene… quando Rafael si avvicinava per baciarmi, la mia mente, il mio cuore erano a migliaia di km di distanza.

Erano su una spiaggia assolata, erano in un appartamento del centro, erano in una macchina che sfrecciava veloce… cercai quella ragazza in ogni angolo, la volevo pedinare…. che idiota.  La serata finì come tante altre serate. A letto con Rafael, di nuovo a casa mia.

Passò un’altra settimana ma il mio stato di inquietudine non accennava a dissolversi. Temetti di diventare pazza… e decisi che dovevo fare qualcosa.

Quel qualcosa era, ovviamente, una pazzia. Appena uscita dal lavoro presi la macchina e mi recai lì… dove per mesi mi ero ripromessa di non andare. Non da sola. Non per cercare lui. Parcheggiai nella via parallela a dove si trovava il Pashà e, a piedi, raggiunsi un bar proprio di fronte alla discoteca. Il personale di servizio stava gia’arrivando al locale e speravo di vedere anche un altro tipo di “viavai”, magari quella ragazza…

Rimasi due ore immobile al bar…fingendo di leggere un giornale. Mi sentivo ridicola e patetica e nel frattempo erano le 21 passate. Decisi di aspettare un’altra mezz’ora e poi rincasare… mi stavo gia’ rendendo abbastanza ridicola. Per passare il tempo avevo bevuto tre, forse quattro birre ed ero un po’ brilla. Arrivarono le 22 e mi alzai…decisa ad andarmene. Fu proprio in quel momento che vidi una macchina con i finiestrini oscurati avvicinarsi all’ingresso del Pashà, che non era ancora aperto al pubblico… dal lato guida scese lei…la bionda.

Il mio cuore ebbe un sobbalzo.

Anche la portiera del passeggerò si aprì lentamente. Non vedevo bene e temevo di essere vista a mia volta così, uscita dal bar, mi nascosi dietro ad un albero.

Non vidi il passeggero in viso, non subito. Era di schiena quando scese. I suoi movimenti erano lenti e scoordinati come quelli di una persona imbottita di droga. Quelle spalle larghe, però, le avrei riconosciute tra migliaia.

Il mio cuore si fermò.

Il respiro mi si mozzò in gola.

L’uomo girò il viso verso la mia direzione… quegli occhi grigi… Dexter. Era lui. Com’era cambiato… mi sentivo svenire. Temevo veramente di sentirmi male ma dovevo resistere. Mi avrebbero uccisa vedendomi li’? Oppure nessuno sapeva della mia esistenza? Avevano indagato nella vita privata di Dexter? Non potevo saperlo. Restai nascosta, in attesa. Lo vedevo muoversi a fatica, sembrava un automa con lo sguardo spento. I suoi muscoli si erano un po’ sgonfiati e il viso era sofferente.

Amore mio cosa ti avevano fatto???????????

Crystal lo prese per mano e lui docilmente la assecondò. Lo vidi altri dieci secondo, dopodiche’ entrarono nel locale e sparirono dalla mia vista.

LA TESTIMONE – 26°PUNTATA

Quel sabato sera mi preparai con più cura del solito. Sembrava che dovessi andare chissà dove, invece era una delle solite serate in discoteca con Rafael. Dopo il mio incontro con il Commissario non riuscivo a fare altro che pensare e ripensare a Dexter…

Verso mezzanotte facemmo il nostro ingresso la  Pashà, noto luogo di ritrovo per i rampolli e i figli di ereditieri della zona. Lagoon era una citta’ mediamente grande a circa 300 km di distanza da casa nostra ma Rafael quando si trattava di divertirsi non badava certo alle distanze…

La serata scorreva come al solito colorata, movimentata, pazza. Il ritmo delle casse rimbombava allo stesso ritmo del mio cuore… Ad un certo punto decisi di prendermi un attimo di tregua e guadagnai il bagno. Mi passai sul viso una velina per assorbire le sbavature del trucco e mi rimisi il rossetto. Accanto a me una ragazza magrissima con il caschetto biondo faceva lo stesso. Le sue labbra carnose erano tinte di un rosso ciliegia acceso, dello stesso colore del suo vestitino di pailettes. Una donna stupenda, pensai. E chissà dove l’avevo gia’ vista. Era un volto che non mi era per niente nuovo.

Cercai di aprire i famosi cassetti della memoria e una morsa mi strinse lo stomaco quando realizzai che si trattava della ex di Dexter… sì non avevo dubbi…era proprio lei…. Il mio cuore batteva ora all’impazzata e temetti che lei potesse accorgersene. Mi chiusi in una toilette libera e feci dell’iperventilazione. Era ovvio…una discoteca piena di gente ricca era il posto più adatto per lo spaccio di cocaina…

LA TESTIMONE – 25°PUNTATA

Mi scappo’ una risata. Non mi aspettavo una bestemmia da una persona pacata e per bene come il Commissario.! Il sorriso, tuttavia, lascio’presto spazio a un’espressione triste… scambiammo qualche chiacchiera di circostanza, finche’ non decisi di passare al sodo.

* Commissario….ha avuto notizie di… Hugh..?

- Pam lo sai che non ti posso dire nulla…

* La prego, per me e’ importante…

- Lo so tesoro…so che per te lui e’stato importante…

* E’stato??? Lo e’ancora…lo sara’sempre… mi dica solo se sta bene…

 Il Commissario scosse la testa e mi prese da una parte…sembrava invecchiato di dieci anni e una nube scura passò sul suo viso bonario…

 - Pam.. Hugh…come saprai…e’ partito cinque mesi fa per una missione…si tratta di una missione un po’ pericolosa…coinvolge nostre vecchie conoscenze e la possibilita’che lui fosse scoperto erano…sono altissime… Due mesi fa abbiamo perso ogni contatto con lui… Il silenzio radio e’ calato all’improvviso…sembra come sparito nel nulla…

Soffocai un urlo. Non poteva essere morto… sentivo che non lo era… Mi accasciai a terra ma il poliziotto mi sostenne dicendomi di non dare spettacolo. Capii che mi aveva detto fin troppo. Ma non osai confidargli che sapevo ogni dettaglio di quella missione. Ci congedammo in fretta. Non c’era più molto da dire. La mia mente, però, lavorava a tutto spiano. Dovevo fare qualcosa…ora che sapevo che era in pericolo. Ma cosa??? Cosa potevo fare io, in situazioni così pericolose??? Passai la serata a tormentarmi. Volevo andare in quella città a cercarlo ma sapevo che sarebbe stata una follia. All’improvviso ricordai che la sera successiva sarei dovuta andare con Rafael in una famosa discoteca proprio in quella città. Crudele il destino. Ma almeno se lui si trovava ancora là, avremmo guardato, per un attimo, lo stesso cielo…

LA TESTIMONE – 24°PUNTATA

Dormii profondamente quella notte…anzi quella mattina…mi alzai a pomeriggio inoltrato, con un forte cerchio alla testa.  Non era da me ubriacarmi, da quando praticavo yoga cercavo di mantenere sempre l’equilibrio e il controllo di me stessa. Mi feci un the verde per eliminare le tossine e mi sedetti sul divano.
Le tende del salotto svolazzavano, mosse da una tiepida brezza settembrina. Pensai alla sera prima, a Rafael. 

Mi sentivo terribilmente in colpa per il mio comportamento e speravo vivamente che quel ragazzo non si facesse vivo…  chissà Brian che opinione aveva di me adesso? Chissà se pensava che ero una ragazza facile. Volevo soltanto che le cose non mi scivolassero tutte addosso come mi accadeva ultimamente,,, se ripensavo a quella bollente notte non ricordavo emozioni particolarmente forti… forse era stato tutto attutito dai fumi dell’alcol…
Passai il pomeriggio persa nei miei pensieri e giunse rapidamente sera… e con la sera giunse anche una telefonata di Rafael .

Ero molto imbarazzata mentre lui invece sembrava spigliatissimo. Ebbe il tatto di non menzionare cio’ che era accaduto tra noi e si limitò ad invitarmi a bere qualcosa, per conoscerci meglio. Non so cosa mi spinse ad accettare,,,,forse la paura di passare l’ennesima serata da sola con i miei pensieri!!
Raggiunsi il mio nuovo amico in centro, in un locale abbastanza esclusivo…per la prima volta realizzai che doveva essere molto ricco.

Il suo abbigliamento era più casual rispetto alla sera precedente, ma non c’era un capo che non fosse firmato. Rafael  sembrava uscito da una pubblicità dell’ultimo numero di Vogue. Mi fece accomodare e ordinammo due Long Island. Lo fissavo negli occhi, praticamente per la prima volta…sembravano sinceri ma accesi da una scintilla che rendeva il suo sguardo “furbetto”,,, si era raccolto i capelli stavolta, non stava per niente male. Mi sfiorò la mano. Nessuna scontilla, nessuna emozione da parte mia… semplicemente un tepore appena percettibile. Ad ogni modo non mi diede fastidio. All’improvviso mi venne in mente la bellezza della ex di Dexter, li visualizzai di nuovo insieme, di nuovo felici, oltretutto in una città che non era poi così distante dalla mia…

All’improvviso mi sentii stupida….stupida ad attenderlo ancora…stupida a farmi problemi….a tenermi libera per lui, per il suo ritorno.
Resettai il mio cuore e la mia mente, o almeno decisi di provarci. Con rinnovato calore sorrisi a Pelèzzi…fu così che iniziò la nostra storia, una domenica sera, all’ora dell’aperitivo!
Il primo mese di relazione fu abbastanza sereno. Anzi, devo dire che non litigavamo mai, ma allo stesso tempo i nostri discorsi non si facevano mai troppo importanti o impegnati. Rafael era un tipo spensierato, figlio di un grande industriale, che non aveva mai avuto particolari problemi nella sua vita; si era tuttavia impegnato negli studi, laureandosi a pieni voti alla facoltà di economia, e ormai da qualche anno collaborava nell’azienda di famiglia come esperto di marketing. Era un persona eccentrica e creativa e quando uscivo con lui riuscivo a svagarmi e a non pensare a niente. Non ero innamorata,  ma mi ero affezionata a questo inguaribile ottimista.
Dal canto suo, Rafael mi aveva detto sin dall’inizio che non intendeva mettere in piedi una storia seria, poichè era una persona che viveva alla giornata…e quindi decidemmo di frequentarci senza troppo impegno, ma promettendoci comunque fedeltà, perchè entrambi eravamo contrari al concetto di “coppia libera”.
Nel weekend frequentavamo spesso le discoteche della nostra regione, ovviamente le piu’ “in”, nelle quali il mio compagno aveva sempre un posto prenotato nei privè. Il suo cognome era una garanzia ovunque, lo imparai ben presto!!! I suoi amici, al di là di Brian e suo fratello, erano tutti abbastanza simpatici ma parecchio snob, e del loro stile di vita solo una cosa non sopportavo: che ogni tanto facessero uso di cocaina. Rafael lo faceva solo ogni tanto,,,ma io non approvavo questa abitudine…soprattutto dopo aver frequentato un uomo maniaco della salute come Dexter!!!! Del resto non avevo alcun diritto di protestare col mio ragazzo, visto che comunque la nostra storia non era così importante da permettermi di mettergli dei paletti.
Quelle sere mi limitavo a non uscire con lui e lasciavo che si divertisse con i suoi amici.
Facendo un bilancio della mia vita nell’ultimo periodo potevo dire di essere felice a metà. Di certo stavo meglio con Rafael piuttosto che da sola… ma questo bastava per giustificare una relazione? Spesso mi chiedeva di restare a dormire da me ma io non accettavo quasi mai…non ero pronta a una simil-convivenza, nemmeno nel weekend!
Presi a vestirmi meglio…per essere in sintonia con lui e con le compagnie con cui uscivamo.

Mi guardavo allo specchio e mi piacevo molto, mi sentivo più sicura di me rispetto a una volta e iniziai a amarmi di nuovo.
Era una bella sensazione, tutto sommato.
Novembre era ormai alle porte. Piu’di cinque mesi dalla partenza di LUI. Cercavo di non pensarlo ma non l’avevo ancora dimenticato… Fu proprio in quel periodo che, al supermercato, andai a sbattere con il carrello contro un uomo sbadato…e gli feci cadere tutto ciò che aveva in mano!!! L’uomo si rialzò bestemmiando..ma quando mi vide…perse letteralmente l’uso della parola…e per me fu lo stesso.

Io e il Commissario ci fissammo sbalorditi….quanto tempo era passato dal nostro ultimo incontro!!!!! Tra me e me mi stupii di trovarlo in un posto così comune come un supermercato…avevo sempre pensato che vivesse tappato alla Centrale di Polizia.
In un secondo il mio passato ritornò ad investirmi come un ciclone… e realizzai che volevo sapere.  DOVEVO sapere come stava LUI…se era tornato dalla missione, soprattutto se era VIVO…

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LA TESTIMONE – 23° PUNTATA

6 settembre, 05:55

E’ l’alba e i fumi dell’alcol mi stanno lentamente abbandonando. Se ripenso a ieri sera mi sento di nuovo viva, per la prima volta dopo tanto tempo… ma anche così sbagliata. Una festa stupenda, non c’è che dire. E Brian…che angelo…davvero un amico speciale. Ha fatto di tutto per farmi svagare, per farmi pensare solo a QUI ed ORA. Ma bastano veramente dieci bicchieri di champagne per dimenticare i momenti più belli della mia vita? Ora sono di nuovo qui, sola, nel mio appartamento che ancora sa di sudore, di voglie nascoste, di follia alcolica. L’amico del festeggiato non era niente male… Rafael. Uno strano nome. Mi ha detto di chiamarsi Rafael Pelèzzi, quando mi ha teso la mano sorridendo. E da quello sguardo ho subito percepito interesse da parte sua…mi ha detto di essere un vecchio compagno di università del fratello di Brian…sarà vero? E soprattutto…mi importa che lo sia? Un bicchiere dopo l’altro, un sorriso dopo l’altro…abbiamo ballato e scherzato finchè non mi ha sospinta in un corridoio semibuio… Non so ancora perchè l’ho baciato. E mentre lo baciavo pensavo a Dex… L’effetto dell’alcol ha avuto la meglio e siamo venuti qui a casa… Sì, e’ successo. Non sono mai stata il tipo da “storia di una notte” eppure eccomi qui a scriverlo.. mi sento in colpa, mi sento sporca. Faccio prendere aria alle lenzuola, non voglio sentire più il suo profumo… voglio solo stare qui a raccogliere le idee e a pensare che sono gia’ passati 4 mesi e mezzo da quando lui e’ partito…non ho avuto notizie, non ho avuto segnali… a parte il mio cellulare che da qualche giorno a questa parte riceve chiamate in anonimo ogni sera alle 22. E’ strano perchè appena rispondo,,,riattaccano. Un po’ho paura, un po’ spero che sia lui. Sì sono pazza…lui non lo farebbe mai. Si metterebbe in pericolo…e nemmeno per amore rischierebbe tanto… Forse sono ingrata a pensarla così su di lui…in fondo per salvare me ha ucciso suo fratello…e non ho ancora capito se era amore o lavoro. Lo saprò mai? E con Rafael ci rivedremo? Non ne ho assolutamente voglia. E’carino, e’ simpatico. Ma… Quando la smetterò di paragonare a Dex ogni uomo che conosco? Forse e’ proprio ora di smetterla.  Forse domani dovrei chiamare Rafael,,, mi ha lasciato persino il suo numero…chissà se fa sul serio. E’ stato bello stare di nuovo stretta tra le braccia di un uomo… i suoi occhi scurissimi e i suoi capelli lunghi e neri gli danno un’aria da bello e maledetto… il fisico non è male….beh, niente a che vedere con i muscoli di… Ahhh lo stavo per nominare di nuovo…! Meglio se mi sdraio un po’ e riordino le idee…

...

LA TESTIMONE – 22°PUNTATA

Quella fu una serata stupenda…da un lato ritrovai me stessa… dall’altro proprio quella sera segnò l’inizio di una serie di accadimenti che cambiarono nuovamente la mia vita.

Fu proprio quella sera che iniziai a scrivere un diario… x raccogliere le idee e i pensieri…e sarà d’ora in poi proprio quel diario a parlare per me…

inizierò quindi a incollare qui i pezzetti di me che misi per iscritto in quel periodo…e che uno dietro l’altro narrano il seguito della mia storia…della mia vita…

LA TESTIMONE – 21° PUNTATA

Fissavo Brian senza sapere bene cosa dirgli. Per lui doveva essere stata dura sputare il rospo e farmi una confessione cosi’personale, cosi’delicata. Mi sentii quasi in dovere di fargli delle confidenze a mia volta…e iniziai a raccontargli che ero single per scelta di un altro, che mi tenevo libera perche’ lo stavo ancora aspettando, da quando era partito per lavoro. Ovviamente non potevo scendere nei dettagli ma Brian mi stupi’dicendomi che aveva capito subito di chi si trattava, perche’fuori dall’ufficio, qualche mese prima, quando era venuto dal nostro responsabile per il colloquio di lavoro, mi aveva vista raggiante in compagnia di un uomo molto sexy. Gli dissi che Dexter era stato l’uomo della mia vita e che non intendevo innamorarmi mai piu. Brian mi prese la mano e con dolcezza cercò di confortarmi. Avevo trovato davvero un buon amico.
Le settimane passavano e le giornate lavorative erano durissime: per fortuna Brian mi rendeva tutto piu’ leggero grazie alla sua ironia e ai suoi racconti di vita, che io trovavo molto interessanti. Questo ragazzo faceva una vita molto movimentata, tra un locale e l’altro, sempre in movimento e sempre in mezzo alla gente. Iniziai a chiedermi se non dovessi anch’io uscire da quel bozzolo in cui mi ero rinchiusa dal giorno della rapina in poi. Dexter era partito ormai da quasi quattro mesi e l’estate stava volgendo al termine. Il suo volto, tuttavia, stentava ad abbandonare i miei sogni e spesso mi svegliavo in lacrime quando mi accorgevo che lui non stava riposando accanto a me.
Ero stanca, stanca di tutto questo. Fu così che una sera accettai l’invito di Brian e mi unii a lui per andare alla festa di compleanno di suo fratello, che si sarebbe svolta in una famosa discoteca della città. 
Indossai un vestitino corto nero e tacchi a spillo, per sentirmi di nuovo attraente… erano secoli che non mi facevo bella e guardandomi allo specchio mi sentii molto meglio. Forse avevo sbagliato a trascurarmi per così tanto tempo, vivendo di ricordi….vivendo di un amore che probabilmente era esistito solo da parte mia!
Feci il mio ingresso trionfale al 99Club con qualche minuto di ritardo… avevo sempre odiato arrivare per prima alle feste o agli appuntamenti! Brian mi corse subito incontro e si complimentò per la mia mise…scherzando come al solito, disse che se fosse stato etero di sarebbe innamorato di me!!!

LA TESTIMONE – 20° PUNTATA

Risalire la china fu faticoso. Rimuovere parte di me dal mio cuore lo fu ancora di piu’, ma lo spirito di sopravvivenza ebbe la meglio e decisi di buttarmi a capofitto nel lavoro, l’unica cosa che mi facesse sentire bene. Ottenni anche una promozione e dei risultati importanti: ero emozionata ma sempre sola a gioire di queste piccole soddisfazioni…
Era passato ormai un mese dalla partenza di Dexter e non avevo avuto nessuna notizia di lui, nessun segnale. Per assurdo a questo punto la sua missione con me era stata una delle piu’ brevi! Accidenti lo stavo ancora pensando… La citta’ dove si trovava non era troppo distante dalla mia… ma ancora una volta mi forzai a non contattarlo. Temevo di scoprire che mi aveva dimenticata…archiviata come una storia qualsiasi…come l’avventura con quella receptionist di Pine Bay. Guardai fuori dalla finestra…giugno stava volgendo al termine e il cielo era nuvoloso e carico di pioggia..rispecchiava a pieno il mio animo, non ancora libero dai fantasmi del passato.
Nonostante tutto, pero’, stavo meglio. Continuavo a coltivare gli hobby che condividevo con Dex…la cucina giapponese, la meditazione, l’interesse per l’arte orientale. Mi sembrava fosse stupido accantonare tutto questo…Decisi anche di farmi un tatuaggio. Dei fiori di loto e di ciliegio, sul fianco. Fu emozionante e la scossa di adrenalina mentre lo facevo mi diede di nuovo la sensazione di essere viva!
Passo’ un altro mese…il tatuaggio era guarito e le ferite nel mio cuore un po’ meno, ma ero sulla buona strada. Mi guardavo allo specchio e mi piacevo di nuovo, anche se per il dolore avevo perso parecchi chili. Se Lui mi avesse vista adesso… Lui. Ero proprio un caso irrecuperabile!
Era ormai l’inizio di agosto quando, al lavoro, mi presentarono un ragazzo che avrebbe dovuto coprire alcuni colleghi durante le ferie estive. La mia azienda infatti, ad agosto non chiudeva e ci ritrovavamo in pochi a dover gestire una grande mole di lavoro. Grazie ai contratti interinali, negli ultimi anni questi periodi difficili venivano tamponati da personale in somministrazione temporanea.
Brian era un venticinquenne con un bel sorriso solare, leggermente sottopeso e di media statura. I suoi capelli biondo cenere sembravano paglia e gli occhi scuri creavano uno strano contrasto. Non si poteva di certo dire che fosse un bell’uomo! Degli occhiali con una spessa montatura nera completavano il ritratto di questo curioso personaggio. Guardandolo meglio, tuttavia, aveva un suo particolare fascino, accresciuto proprio da questa indole giocherellona e autoironica. Si era laureato ad Harvard da pochi mesi e, dotato di una brillante intelligenza, sperava di conseguire prima o poi un posto fisso.
Il caso volle che fu posizionato nella postazione accanto alla mia; spesso ci trovavamo soli in ufficio ad evadere montagne di pratiche e fu normale entrare, dopo qualche tempo, in confidenza. Mi affezionai a lui…e fu inevitabile che, una sera, mi chiese di andare a bere un aperitivo dopo il lavoro.
Evitai di proposito il bar dove io e Dexter eravamo andati la prima volta che ci eravamo rivisti in citta’…non ero ancora pronta x questo.
Brian si mostro’molto gentile…non faceva nessun tipo di avances. Anche se, ad un certo punto, la conversazione si fece piu’ intima…
° Pam,,,una cosa te la devo proprio chiedere! Sei fidanzata? Possibile che tu non abbia niente di meglio da fare, al venerdi’sera, che uscire con il tuo nuovo, noioso collega?
* Hahahah si’, magari ti stupirai ma io non ho nessuno accanto…non piu’… [divenni pensierosa]…e tu?
° Ehhh, il mio e’ un discorso complicato….
* Eddai sputa il rospo… tu che sei sempre cosi’ esuberante, ti stai chiudendo a riccio? Nooo non ci credo!
Scherzammo a lungo. Finche’ non lo vidi rabbuiarsi… Io mi ero affezionata a lui ma non provavo alcuna attrazione fisica…quindi fui sollevata quando, titubante, mi rivelo’ la sua omosessualita’.

LA TESTIMONE – 19° PUNTATA

Mi risvegliai alcune ore dopo…mi sentivo anestetizzata. Per fortuna al lavoro avevo chiesto, in previsione del mio dolore, due giorni di ferie. Mi guardavo attorno e ogni angolo della mia casa mi ricordava lui… mi sembrava quasi di vederlo..e di sentire ancora il suo odore aleggiare nell’aria… temevo il momento in cui sarebbe svanito…temevo di dimenticare, col passare dei giorni, i suoi lineamenti.. Dovevo essere consapevole che avevo scelto un uomo con un lavoro complicato.. ma avevo come la sensazione che il suo fosse stato, questa volta, un addio. Che uscendo da quella porta, lui considerasse la nostra storia (se cosi’ si poteva chiamare..), finita. Forse avevo io per prima poca fiducia in noi,,,del resto lui di certezze me ne aveva date ben poche. Parlare di amore con lui era quasi impossibile…eppure sentivo che era (o era stato?) legato a me in maniera speciale..
Mentre facevo questi ragionamenti dolorosi lo sguardo cadde su quel foglio appoggiato al pavimento…dapprima pensai ad una lettera d’amore… nemmeno conoscevo la sua calligrafia. Mi rattristai…quante cose dovevamo ancora scoprire l’uno dell’altra, e forse non ne avremmo mai avuto l’occasione. Non era da lui lasciarmi un messaggio…almeno su questo lo conoscevo bene. Mi incuriosii e con mano tremante lo presi… restai allibita. Era la circolare con la quale il Commissariato spiegava nei dettagli la nuova missione di Dexter..c’era scritto tutto. Il luogo…la sua copertura…il nome e fotografia della persona da proteggere. Ero sbalordita perche’ tempo prima Dex mi aveva spiegato che ogni volta dopo aver letto la circolare di un nuovo caso la doveva distruggere per motivi di sicurezza… Possibile che se ne fosse dimenticato? Una sbadataggine che non si confaceva al suo modo di essere.. Pensai che avesse voluto lasciarmi un segno, una traccia di dove rintracciarlo..ma mi ricredetti subito. Piu’ di una volta aveva sostenuto che io non dovessi assolutamente sapere nulla delle sue missioni. Come in catalessi, imparai tutti i dati a memoria dopodiche’ bruciai il foglio. Non potevo ne’ volevo mettere in pericolo l’uomo che amavo!
Ripetevo incessantemente quei nomi, quegli indirizzi…e a forza di ripetermeli realizzai all’improvviso che la donna che lui doveva proteggere era nientemeno che Crystal..la sua ex. L’ombra di lei aveva spesso aleggiato nel mio cuore. Il destino mi aveva giocato un tiro crudele… Rivedendola, Dex avrebbe ritrovato il suo Vero amore. Ne ero certa. E dalla foto la ragazza era bellissima… niente a che vedere con me. Mi rattristai ulteriormente. L’avevo perso…si’, ne ero certa ora piu’ che mai. O forse non l’avevo avuto mai.. Avrei potuto andarlo a cercare..conoscevo tutto ora. Ma a che pro? Per farmi ancora piu male? Per mettere a repentaglio la sua vita? No,,non potevo. Decisi di arrendermi all’impossibilita’ di questo amore. Maledissi il giorno in cui l’avevo conosciuto.. le ondate di dolore mi assalirono una dopo l’altra, sempre piu’ forti, mano a mano che rivivevo ogni attimo di “Noi”… i suoi occhi grigi che mi entravano nel cuore.. la sua voce, il suo corpo..tutto di lui.. quell’uomo era la mia droga. Ma era giunto il momento di disintossicarmi…

-continua-

LA TESTIMONE – 18° PUNTATA

La serata volò via veloce come un battito d’ali… ci eravamo ritrovati a pieno… l’intesa non si era mai spenta nemmeno dal lato fisico, pensai… peccato per quel “conto alla rovescia”… peccato per quel “noi” che era sempre più complicato tenere in vita… ero gia’ nostalgica ancora prima che partisse.

Giorno dopo giorno Dex divenne sempre più scontroso e mancava da casa sempre più spesso; evidentemente al Commissariato lo stavano istruendo sulla nuova missione e, ovviamente, a me non era dato sapere nulla… gli chiesi parecchie volte la Nazione in cui l’avrebbero mandato ma fece sempre finta di non sentire le mie domande… Di notte lo sentii spesso sospirare e alzarsi dal letto, convinto che io stessi dormendo. Non mi aveva mai detto esplicitamente di amarmi… ma io speravo che prima o poi quelle due parole sarebbero uscite dalle sue splendide labbra.

Giunse anche quel maledetto giorno… un uggioso lunedì di inizio maggio… la borsa con i suoi (pochi) effetti personali era pronta, lui pure. L’unica a non essere pronta ero io. L’unica a soffrire, probabilmente, ero io. Quanto sarebbe stato via? Mi avrebbe tradita? Sarebbe mai tornato da me???

Non c’era bisogno di parole quando ci dovemmo separare. Lui era sull’uscio di casa, io di fronte a lui lo cingevo per la vita, per sentire ancora una volta quel corpo perfetto e per convincermi che lui non era stato un sogno. Gli dissi che l’avevo amato più della mia stessa vita e che ancora lo amavo…gli rinnovai la mia promessa di volerlo aspettare e di ripendere la storia a ogni suo ritorno.. Lui aveva gia’ lo sguardo e la mente altrove mentre mi diede un bacio leggero; tentai di trattenerlo per la camicia ma mi scostò gentilmente la mano..

° Non rendiamo le cose ancora più difficili, Pam.. sapevi…sapevamo…

- Vorrei tanto che tu restassi qui…

°Abbi cura di te amore mio…e grazie per tutto…

Dopo queste dolci parole se ne andò, spezzandomi il cuore ancora una volta. La porta si chiuse dietro alle sue spalle e io non potei fare altro che buttarmi sul letto e lasciarmi andare ad un pianto liberatorio. Era finita. Game over. Settimane.. mesi… anni… quanto sarebbe passato ancora prima di rivederlo?

Stremata, mi addormentai senza accorgermi che sul pavimento della camera da letto c’era un foglio stampato a caratteri fitti, su carta intestata del Commissariato.